ASSOCIAZIONE DONNE GIURISTE

MINORE IN-GIUSTIZIA

Atti del convegno

MODICA 23 OTTOBRE 1999

Presentazione del Forum
Avv.Maria Grazia Biscari

Presentazione del Convegno
Avv.Guglielmo Rustico

Disparità di trattamento processuale per i minori
Avv.Paola Panini

Disparità tra appartenenza a famiglia di fatto e famiglia legittima
Avv.Giovanna Fava

Quali strumenti a difesa dell'assegno di mantenimento?
Avv.Pierangela Venturini

TAVOLA ROTONDA
Presieduta da:
Avv.Maria Grazia Biscari
Con
On. Avv.Antonio Borrometi
Consigliere di Cassazione Dott. Alfio Finocchiaro
Consigliere Dott. Salvatore Rizzaa
Avv.Franca Mina
Avv.Pierangela Venturini

INTRODUZIONE

Finalmente, oggi, ho il piacere di presentare il FORUM NAZIONALE DONNE GIURISTE, nella mia città ed ai miei colleghi, in una sede diversa da quella prevista, dato l'insperato numero di adesioni raccolte, ma sicuramente più prestigiosa e più simbolica di quella inizialmente fissata.
Il FORUM si è costituito nel 1994 per l'iniziativa di un gruppo di Colleghe che hanno deciso di dedicare prevalentemente il loro lavoro alla branca del diritto di famiglia e minorile, privilegiando la difesa delle donne.
Le finalità che il FORUM intende perseguire sono indicate nello statuto e sono le seguenti:

•  Lo sviluppo di una cultura giuridica e di una giurisprudenza al femminile.
•  L'affermazione di un diritto di genere e di un diritto sessuato attraverso lo studio, l'elaborazione e la ricerca del diritto di famiglia, anche in rapporto alla legislazione degli altri Paesi.
•  Lo studio e l'elaborazione sul rapporto donna- giustizia e sulla posizione della donna nella legislazione italiana e straniera.
•  La promozione di iniziative, convegni, seminari, incontri e servizi a favore delle donne.
•  La costituzione di un osservatorio permanente sulla legislazione e la giurisprudenza in relazione al diritto di famiglia ed ai diritti delle donne.

Si è scelto di fondare, quindi, un laboratorio di politica del diritto sottolineandone le finalità operative e propositive.
Questa scelta di vivere da donne una professione tradizionalmente maschile, di ricercare, in questa professione riconoscimenti e soddisfazioni personali e di volere privilegiare , da donne, la difesa delle donne, di accomunare le esperienze personali per farle diventare uno strumento di conoscenza per un più ampio pubblico, ha avvantaggiato ciascuna del sapere dell'altra, ci ha dato autorevolezza, riconoscimento ed autorità in un campo, quello del diritto che è pesantemente e palesemente segnato dal sapere maschile, da una legislazione e una giurisprudenza scritte al maschile.
Il confronto tra le esigenze della donna e del minore , come soggetti tradizionalmente più deboli, e la struttura processuale e giudiziaria e la cultura giuridica dominante, evidenzia, infatti, in modo chiaro, la disparità tra i sessi.
E' all'interno del processo , infatti, che si manifesta la diversità della situazione di fatto, personale ed economica dell'uomo e della donna, siano essi coniugi, conviventi o genitori.
Se pensiamo allo schema del processo stesso , ad alcuni interventi dei cosiddetti ausiliari del giudice, ad un certo autoritarismo o meglio rigorismo nei confronti della donna che decide di mettere la parola fine ad un rapporto, comprendiamo bene il significato e la portata della disparità delle posizioni processuali.
Difendere le donne in sede processuale significa rivendicare uguaglianza , (quell'uguaglianza così ben sancita nella nostra legislazione), in una oggettiva situazione di diseguaglianza , quale è quella che si manifesta nelle crisi di coppia; significa di conseguenza entrare in conflitto con la legislazione vigente e la giurisprudenza dominante.
Ciò comporta la necessità di dover utilizzare strumenti diseguali nella difesa della donna.
In sede giudiziaria, per ottenere l'uguaglianza, paradossalmente, sono quindi necessari strumenti di diseguaglianza .
Per riuscire ad agire all'interno del processo stesso è necessario un forte impegno di produzione di diritto al femminile, legislazione e giurisprudenza , che costringa anche il giudice a misurarsi con esso e a dare seguito alle domande giudiziali che tendono alla rivalutazione della donna dentro la famiglia.
Siamo chiare: non si tratta di vetero femminismo ma di esercizio di autorità femminile trasferita nel campo della nostra professione e volta al riconoscimento legislativo della diversità dei sessi, senza per questo richiedere leggi di tutela.
Le riflessioni delle colleghe aderenti al FORUM e lo scambio delle loro rispettive esperienze, hanno sempre mirato a questa riflessione collettiva sulla centralità del ruolo della donna nella società e nella famiglia, nel suo rapporto con il compagno e con i figli, nel suo essere donna e madre.
Tanti convegni il FORUM ha organizzato, tutti concreti e propositivi.
I due ai quali ho partecipato io mi hanno entusiasmata e caricata tanto che, unitamente alle mie colleghe del foro di Modica, ho voluto, fortemente voluto questo convegno.
Ringrazio le colleghe che hanno di buon grado accettato di affrontare una trasferta oggettivamente pesante.
Ringrazio il Dott. Finocchiaro che, come sempre, ha dimostrato grande sensibilità e vicinanza alle problematiche del FORUM.
Ringrazio il Dott. Rizza, che ha sottratto del tempo prezioso, e lo sappiamo bene noi che operiamo nel foro di Modica, quanto prezioso, al suo lavoro.
Ringrazio l'On. Borrometi che oggi è qui come Segretario della Commissione Giustizia, ma anche e soprattutto come avvocato del Foro di Modica per la disponibilità dimostrataci, spostando i suoi numerosi impegni a Roma.
Ringrazio voi tutti a nome mio personale, delle colleghe del comitato organizzatore e del Consiglio dell'Ordine, per la vostra presenza.
Questo nostro incontro, oggi è per tutti noi un momento di grande soddisfazione personale e professionale, e sono certa che tutti, indipendentemente dal sesso di appartenenza, ne usciremo arricchiti e motivati.

Buon lavoro.

AVV. MARIA GRAZIA BISCARI