ASSOCIAZIONE DONNE GIURISTE

 

FORUM NAZIONALE

DONNE GIURISTE UDI

22-23-24 NOVEMBRE 1991

Grand Hotel Rimini
RELAZIONE INTRODUTTIVA DEL FORUM

Avv. Milena Pini

 

PROFESSIONALITA' FEMMINISMO DEONTOLOGIA PROFESSIONALE
Avv. Margherita Salzer

IL CONTENZIOSO COME AFFERMAZIONE DEL DIRITTO SESSUATO:
ASPETTI SOSTANZIALI, ECONOMICI E PATRIMONIALI NELLA SEPARAZIONE E NEL DIVORZIO
Avv.Ada Valeria Fabj

ASPETTI PROCESSUALI- NORME PROCEDURALI
Avv. Milena Pini

PROCEDIMENTI D'URGENZA E CAUTELARI
difesa della prole, del patrimonio, dell'assegno di mantenimento, della casa coniugale.
Avv. Pierangela Venturini

IL DIRITTO DEL CONIUGE DIVORZIATO ALLA PENSIONE DI REVERSIBILITA'
E AD UNA QUOTA DEL TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DELL'EX CONIUGE
Avv. Giovanna Fava

GLI STRUMENTI PENALI NELLA SEPARAZIONE
Avv. Marina Vigo

GLI ASPETTI ECONOMICI DELLA SEPARAZIONE E DEL DIVORZIO
NELLA REPUBBLICA FEDERALE TEDESCA, IN FRANCIA E IN SPAGNA
Avv. Liliana Ponsero


RELAZIONE INTRODUTTIVA DEL FORUM

Il FORUM DONNE GIURISTE è costituito da un gruppo di avvocate che da anni sul territorio nazionale operano nel campo del diritto di famiglia, privilegiando la difesa delle donne.
Appartengono al nostro gruppo alcune avvocate che già dalla fine degli anni settanta, anche come appartenenti all'UDI, si sono battute per l'introduzione e per la prima applicazione della legge sul divorzio, della legge sui consultori, della riforma del diritto di famiglia, e sono state in prima fila nei processi per stupro, dove a fianco delle donne violentate hanno rivendicato la costituzione di parte civile dell' UDI, in quanto movimento delle donne.
Da lì parte la nostra storia, che nei primi anni ottanta si è trasformata in pratica di consulenza legale in quasi tutte le sedi locali dell'UDI, e che ancora oggi prosegue.
Altre avvocate del gruppo prestano da tempo consulenza nei consultori, nelle commissioni pari opportunità, nei servizi di soccorso alle donne.
Ci accomuna la scelta di vivere da donne una professione tradizionalmente maschile, di ricercare in questa professione riconoscimenti e soddisfazioni personali, e di volere privilegiare la difesa delle donne come pratica di relazione fra donne.
Questa relazione da donna a donna si esprime in vari momenti, e assume contenuti diversi: dalla consulenza legale fornita alla donna per farle conoscere i suoi diritti, che si esplica in un rapporto di disponibilità e solidarietà reciproca, in un luogo "protetto" e "senza conflitti" come quello dell'UDI e del Consultorio, si passa alla fase dell'assistenza in giudizio, dove il confronto delle esigenze della donna con la struttura processuale e giudiziaria e la cultura giuridico dominate, evidenzia in modo chiaro il conflitto di sesso.
La vertenza giudiziaria pone infatti a nudo la diversità dei ruoli e quindi della situazione di fatto, personale ed economica, dell'uomo e della donna, in quanto coniugi o conviventi o genitori.
Ma non solo, lo schema tradizionale del procedimento giudiziario pone anche la donna avvocato, che sta assistendo un'altra donna, in conflitto con la legislazione vigente e la giurisprudenza dominante.
E spesso il tener conto contemporaneamente delle esigenze e delle scelte della donna e delle esigenze tecniche processuali, comporta una difficile mediazione che non sempre ottiene risultati soddisfacenti per la donna stessa.
Va sottolineato che da anni la difesa delle donne, anche in sede giudiziale, ha per noi il significato non già di tutela del coniuge più debole, bensì di veder riconosciuti quei diritti di eguaglianza così ben sanciti -almeno a parole- nella nostra legislazione, a partire dalla Costituzione del 1948.
Ma rivendicare l'eguaglianza in situazioni di crisi matrimoniale, tenendo conto che nella famiglia ancora oggi continua di fatto ad emergere la disuguaglianza dei ruoli tra i sessi, comporta la necessità di utilizzare strumenti diseguali.
E' lo stesso principio delle pari opportunità nel campo del lavoro, la cui attuazione è stata individuata nello strumento delle azioni positive, tipico strumento della disuguaglianza, che finalmente dopo anni il nostro Parlamento ha approvato con la legge n.125/1991, dopo che era risultata palese l'inconsistenza della parola "parità".
Il nostro gruppo di lavoro si è a lungo interrogato sui quali siano gli strumenti di "diseguaglianza" necessari per ottenere, anche in sede giudiziaria, il riconoscimento del ruolo e dei diritti della donna.
Non a caso la nostra riflessione si è incentrata in modo pratico ed esemplificativo su una questione fondamentale: quella dei rapporti economici e patrimoniali tra i coniugi nel momento della patologia del rapporto di coppia.
Da un lavoro di confronto e di studio durato oltre un anno, è emerso innanzitutto l'esigenza di far partecipi di questa riflessione quante piu' donne possibile, e soprattutto quelle donne che per la loro professione svolgono o possono svolgere un ruolo di consulenza e di difesa legale, di informazione e comunicazione, di intervento legislativo.
Ciò per dar voce e visibilità al progetto complessivo del gruppo.
Fondamentale per la realizzazione di questo progetto è la relazione tra donne, intesa come rapporto concreto e costruttivo, non solo tra donne avvocato e donne che chiedono assistenza legale, ma anche tra avvocate e magistrate, giornaliste e parlamentari.
L'obiettivo è, tra l'altro, quello di valorizzare le risorse personali, e quindi il ruolo professionale, con le scelte che abbiamo fatto nell'ambito della professione, ivi comprese la specializzazione in diritto di famiglia.
Ci proponiamo attraverso la comunicazione e il confronto tra le diverse esperienze e risorse professionali di giungere ad un intervento collettivo ed omogeneo nei vari momenti della prevenzione, informazione, consulenza e difesa giudiziale.
Il Seminario Nazionale costituisce un primo passo per la realizzazione di questo progetto. Lo abbiamo inteso come laboratorio di politica del diritto, per sottolineare la finalità operativa e propositiva del nostro lavoro.
Abbiamo scelto come primo tema di dibattito quello relativo agli aspetti economici, sostanziali e processuali, nella separazione e nel divorzio, perché tali questioni sono di fondamentale importanza nell'ottica di un intervento che è teso ad individuare strumenti di disuguaglianza per risolvere situazioni che eguali non sono.
Le relazioni che seguiranno, svilupperanno questo tema sotto diversi profili: la nostra scelta professionale a confronto con la deontologia della professione; lo strumento del "contenzioso" per affermare un diritto sessuato, poiché il diritto non è neutro; l'esame del diritto sostanziale e processuale in materia; il confronto con la legislazione di alcuni Paesi Europei, le proposte di modifica legislativa.

Avv. Milena Pini